Nerochina

scritto da FlorianX
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Autore del testo FlorianX

Testo: Nerochina
di FlorianX

Questo racconto è stato ispirato dall'ascolto di un vecchio CD dei Nerochina, una band rock sperimentale della scena underground che seguivo un po' di anni fa. La loro musica, a volte stonata e un po’ fuori asse, mi ha aperto per qualche minuto la porta di un mondo parallelo dove l’errore è considerato arte e la perfezione un difetto. 

I Nerochina volevano essere tutto fuorché commerciali.

Tre pilastri: batteria, basso e chitarra-cantante. Ogni tanto provavano ad aggiungere un altro chitarrista, ma finiva sempre allo stesso modo: troppo preciso, troppo rock da birreria, troppo Kirk Hammett. Bravi, sì… ma terrestri.

Loro invece cercavano il disastro controllato.

L’errore come identità.

La stonatura come filosofia.

Pubblicarono un CD masterizzato nei primi anni 2000 intitolato La danza dei Maccabei. Copertina inquieta, disegno alieno, estetica da cantina postatomica.

Sembravano una band nata per essere trasmessa alle tre di notte su KEXP dopo un documentario sui tostapani senzienti.

Devo dire che in studio risultavano davvero originali e apprezzabili, ma dal vivo, quello che avrebbe dovuto essere un caos controllato si trasformava in una catastrofe ritmica.

Ricordo quella volta che, forse a causa di complici mediocri tecnici del suono, finirono fuori tempo.

Ma non “un po’ fuori tempo”.

Fuori da ogni civiltà ritmica conosciuta.

Le chitarre litigavano tra loro.

La voce del cantante pareva una trombetta triste schiacciata da un camion. 

E proprio in quel caos sonoro, tra una nota sbagliata e una batteria disperata, che oggi riascoltandoli, mi sono teletrasportato in un mondo fantastico dove loro erano gli artisti più acclamati del pianeta.

Lì le band precise venivano considerate dilettanti.

Durante i provini, una band perfetta eseguì un pezzo impeccabile:

 tempi perfetti

 assoli tecnici

 armonie pulite

L’organizzatore sospirò deluso:

— Mi dispiace ragazzi… siete troppo accademici.

Mentre ritiravano gli strumenti litigavano:

— È colpa tua! Non sei stato stonato quasi per niente!

— E tu allora?! Hai azzeccato tutte le pentatoniche!

— Che ci posso fare?! Il batterista viaggiava come una lavatrice Candy!

Poi ascoltarono la band successiva, i Nerochina.

Un capolavoro assoluto.

Nessuna nota riconoscibile.

Micronote stonate impossibili.

Amplificatori gracchianti come stormi di cornacchie impazzite.

Il cantante urlava:

— HO PICCHIATO UNA FARFALLA CHE VOLAVA CON LE CANDELE SUL FIUME GELATOOOOOOO AAGHUAAAAA

Il pubblico piangeva dalla commozione.

Il critico musicale sussurrò:

— Devastante riflessione.

Nel backstage il bassista della band precedente si voltò verso il suo cantante:

— Tuo padre cerca ancora apprendisti idraulici?

E lui, guardando il vuoto, rispose:

— Sì… ma vuole gente che non capisce un tubo.
 

 

Nerochina testo di FlorianX
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